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Il mercato della Pubblicita'

22 Giu 2009

Il mercato pubblicitario come abbiamo visto precedentemente, trova il suo spazio in tutte quelle realtà sociali che ci circondano oggi, garantendo spesso un buon andamento economico sia per i prodotti che ’supporta’ sia che per esso stesso. Si sviluppa tramite Televisione, Radio, Stampa, Affissioni (mondo cartaceo), ma soprattutto - oggi - Internet.

Secondo un articolo del giornale ‘Il Sole24Ore’ di giugno, il mercato pubblicitario sta notevolmente incrementando la sua crescita, proprio perché di fondo c’è una crisi lavorativa, dove la pubblicità diventa un mezzo per far sentire la propria voce. E’ stato stimato che con l’avvento del web, la diffusione di questa forma di comunicazione, sarà sempre più ampia, visto che inserire il sito della propria industria on-line darà la possibilità di essere conosciuti in tutta la rete, permettendo quindi un’ampia visibilità e la possibilità di reperire nuovi contatti lavorativi a livello mondiale. A patto che sia un sito strutturato per essere visibile. Questo fattore ovviamente è determinate, mentre un’emittente televisiva si limitata più che altro alla nazione di appartenenza, anche per via del linguaggio, i siti internet sono facilmente accessibili da ogni parte del mondo e spesso predisposti per essere letti in più lingue.

I media più classici, come i giornali, diventano un mezzo più diretto per fasce di pubblico settoriali o specializzate, trasformando le ‘comunicazioni pubblicitarie’ in consigli all’utenza della rivista. Ad esempio se pubblicizzo delle macchine fotografiche su un giornale che si occupa di fotografia incentiverò il possibile utente ad acquistare un prodotto più valido per scattare le proprie foto, o se pubblicizzo un rossetto su di un giornale rivolto al mondo femminile incentiverò le donne a comprare quel prodotto, per sentirsi più alla moda affiancandolo ad un servizio di trucchi di tendenza. Per le radio e le televisioni il meccanismo origina dagli stessi presupposti, se pensiamo che determinate pubblicità sono situate in ‘contenitori’ specifici, per esempio i giocattoli vengono pubblicizzati, durante i cartoni per i bimbi, o i prodotti per la pulizia durante le telenovelas, o soap opera, quindi rivolte alle casalinghe, ci rendiamo conto che nulla è scontato e tutti questi meccanismi sono tipici delle pubblicità che invogliano sempre i suoi utenti.

Il mercato pubblicitario è vastissimo e si ‘propaga’, oggi, anche sui cellulari, pensiamo al fatto che con alcune compagnie telefoniche è possibile avere sconti sul traffico telefonico, se si accetta la pubblicità via sms. Quindi si può dire che essa premia chi la segue, se da un lato penalizza la visione di un film, o trova prepotentemente spazio mentre leggiamo una pagina web, dall’altro spesso premia i suoi utenti per la pazienza, garantendo sconti o servizi totalmente gratuiti in cambio, visto che le emittenti televisive (tranne la Rai) vivono totalmente sulla messa in onda di essa, lo stesso vale per molte radio, e per molti giornali, a diffusione gratuita proprio grazie alle ditte che pagano spazi di propaganda. Quindi con queste premesse non possiamo che renderci conto di quanto il mercato pubblicitario sia un investimento per le aziende, esso cura gli interessi dei suoi clienti e dei suoi utenti, ponendosi sempre all’avanguardia, e sicuramente fornendo un valido ‘cuscino’ per la crisi generale che sta dilagando un pò ovunque.

In conclusione i dati della stabilità del settore ci fanno capire che è uno strumento più che valido, e che fin dai tempi del carosello ha sempre trovato una grande corrispondenza fra le file dei suoi ‘Clienti’.



Barbara Plump

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