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Internet patrimonio di tutti

03 Lug 2009

Fin dalla sua nascita all’interno delle basi militari, Internet ha saputo far parlare di se. L’importanza del suo esistere è legata indissolubilmente, alla sua grande diffusione e alle possibilità quasi infinite che questa applicazione nata solo nel 1990, ha saputo prospettare fin dal momento della sua teorizzazione. Internet in soli 19 anni ha avuto un’espansione colossale, dalla sua applicazione sperimentale in alcune università statunitensi, si stima che oggi essa, abbia più di 700 milioni di utenti, e che la sua diffusione sia in continua espansione, proprio questo ne fà un mezzo molto conteso, la sua monopolizzazione vorrebbe dire avere la gestione di una quantità di informazioni colossale da tutto il mondo e sicuramente introiti vertiginosi. La prima delle guerre per ‘il monopolio’ di questo mezzo di comunicazione nasce proprio con la sua scoperta, le basi militari americane infatti, dopo la diffusione di questo mezzo si vedono costrette a creare una loro rete specifica, per evitare che le informazioni riservate trasmesse con esso divenissero di dominio pubblico.

Con la creazione di Arpanet, e il conseguente sviluppo del sistema eseguito dal Cern di Ginevra nel 1991, la diffusione di questo mezzo diventa velocissima, e come si può immaginare questo fara’ gola a molti. Nel 1995 la Microsoft fiorente azienda, creatrice di Personal Computer, in conflitto di interessi con la Apple da sempre, crea Internet Explorer, questo programma consente l’accesso diretto in rete, con il conseguente risultato, che le utenze della sua rete diventano altissime, decretando questa azienda come leader mondiale grazie alla percentuale di ‘accessi forzati’ in rete. Nel 1998 infatti l’integrazione di Internet Explorer, viene inserita in pianta stabile nel programma di gestione base, esso resterà sempre connesso con internet senza dare modo agli utenti di potersi scollegare dalla rete, il picco di utenze fù questo, non c’era più bisogno di inserire browser paralleli, poiché gli utenti già trovavano la piattaforma attiva e pronta all’uso. Ben presto però l’Antitrust intervenne, per evitare di vedere monopolizzata la rete, e per dare modo anche ad altre case costruttrici, di poter proporre i propri ‘prodotti’.

Dopo queste critiche già dal 2000 la Microsoft ‘detentrice del titolo’, produce un nuovo software in grado di permettere all’utente la disconnessione dalla rete, e quindi poter decidere consapevolmente se essere on-line oppure no. Già con questa manovra la leadership della Microsoft, vide un calo vertiginoso a favore di altre aziende concorrenti che già hanno prodotto browser similari. L’Antitrust fatica ad effettuare una manovra di rimozione del software Explorer in quanto la casa produttrice dichiara che esso è parte integrante del sistema operativo,è quindi impossibile rimuoverlo senza danneggiare la piattaforma d’utilizzo del Pc. In pratica la Microsoft s’impone nel mercato, e decreta una svolta nel panorama informatico, legando indissolubilmente la Rete al personal computer.

Ancora oggi nel 2009 l’Antitrust, dopo aver fatto pagare una multa salata, alla Microsoft, lotta per ottenere giustizia, nei confronti di altre compagnie informatiche che sono rimaste danneggiate. Ma la lotta per il Web, pare continuare, anche se la monopolizzazione è terminata e le percentuali d’utenza per un singolo sono diminuite, ampliando lo spettro di lavoro per molte aziende, esistono Stati in cui l’utilizzo della rete è stato severamente vietato o limitato, filtrando l’utilizzo della stessa ed il suo uso, per gestire le libertà delle persone. Parliamo della Cina, qui si sta vagliando l’ipotesi di porre sui computer, di default, il programma Green Dam, esso serve a filtrare tutte le immagini e parte di testi che vengono scambiati in rete, per evitare quindi lo scambio di immagini pedo-pornografiche e di documentazioni e materiali, contro lo Stato e quindi eversive.

Internet purtroppo, come ogni grande scoperta, nasconde infatti alcuni lati ‘oscuri’, da molti anni oramai anche in Europa, e ovviamente in italia, la rete vorrebbe essere messa sotto controllo, per via di alcuni ‘mali’ della nostra società che usano questo mezzo, per scambiare materiale pedo-pornografico o compromettente, trasformando questo bene prezioso di conoscenza, nello specchio, purtroppo ‘malato’ della nostra società. Purtroppo però filtrare le informazioni della rete vuol dire ledere alla privacy, delle persone, che non saranno più libere di esprimere le proprie opinioni, inquietati dal pensiero di essere ‘giudicati’ e ’spiati’. Questo dato è serio in quanto come accennato in precedenza la prerogativa di internet è proprio quella di leggere le preferenze della gente, che non si sentono vincolate nell’esprimerle, la limitazione e il filtraggio della stessa vorrebbero quindi dire perdere la ’sincerità’ delle preferenze da parte degli utenti. La Cina come sappiamo non è forte in fatto di libertà personali, in realtà la sua diventerebbe una vera e propria monopolizzazione, che impedirebbe agli utenti di esprimere liberamente le proprie opinioni, e di scambiarsi file in piena libertà. Si è creato così un gruppo di oppositori che recentemente ha manifestato, per la liberalizzazione della rete, il suo portavoce più conosciuto è l’artista Ai Weiwei, che ha coordinato una giornata di ’sciopero’ dalla rete, per tentare di far capire al governo Cinese che la libertà di parola e di espressione non sono vincolabili da nessuno.

Insomma gestire una risorsa così grande come Internet, diventa difficile, perché se da una parte essa è una risorsa fondamentale di interscambio, dall’altro proprio per questa sua caratteristica diventa il fulcro di attrazione di molti. Stiamo attenti insomma a non trasformare la libertà di pensiero e di parola in un abuso…..



Barbara Plump

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